Sogni d’oro

15 05 2011

Da quando la Pedi-Nazi ci aveva ordinato di far dormire il piccolo Ovetto in “un ambiente umido, anzi umidissimo, quasi una serra” ormai qualche mese fa, il cucciolo ha passato le sue notti in lavanderia (si veda qui) peraltro trovandosi parecchio a suo agio.

Ora che il dormire in una palude non sembra essere più un must, gli Ovo genitori hanno pensato bene fosse giunto il momento di traslocare il lettino del Monno nella cameretta dell’Ovetta facendola diventare ufficialmente “la cameretta dei bimbi”.

Se questo può sembrare un trasloco banale si pensi ai seguenti aspetti:

  1. L’Ovetta di notte urla, parla, canta,… tutto senza svegliarsi.
  2.  L’Ovetto si incastra tra le sbarre del lettino, a quel punto si sveglia, s’incazza e pretende di essere scastrato molto velocemente onde poter riprendere beatamente a dormire nel giro di pochi secondi.
  3.  Nessuno sa quanto possano darsi fastidio i reciproci modi, altamente personali, di dormire.

Il trasloco è avvenuto ieri.

“Ovetta, da stanotte il Monno dormirà col suo lettino qui vicino a te e al tuo lettino, sei contenta?”
“Siiiii !!!”
“Mi raccomando però, domattina quando ti svegli non urlare (come tuo solito) a Mamma e Papà di correre a prenderti, ok?”
“…”
“Chiamaci sottovoce, capito?”
“Si”

Molto bene, si comincia.

Ore 21,00
Tenendo fede alle “procedure”, Mamma Ova si siede sulla Poang classica e comincia a dare il lattozzo all’Ovetta; papà Ovo esce con l’Ovetto in braccio e chiude dietro di se la porta… non s’avvede che la manina del Monno è rimasta in mezzo; un urlo squarcia il silenzio: non siamo partiti benissimo.
Segue pianto colossale mentre Mamma Ova addormenta la cucciola ed esce dalla cameretta.

Ore 21,24
Anche l’Ovetto ha ricevuto la sua dose di latte e mamma Ova con il Monno in braccio rientra in cameretta per adagiare il pargolo nel suo vecchio giaciglio posto in nuova posizione.
“Mamma?” dice l’Ovetta semiaddormentata.
“Si?”
“Pecchè qui?”
“Devo mettere a nanna l’Ovetto, dormi”
“AH, già! (Ohibò, sebbene lo sapessi benissimo mi ero per un attimo dimenticata)”

Ore 23,12
All’Ovetta viene la tosse… l’Ovetto non fa una piega.

Ore 01,45
L’Ovetta canta nel sonno la sua canzoncina preferita…l’Ovetto non fa una piega.

Ore 03,51
L’Ovetta urla “MIO FLATELLO!!!” e poi ricomincia a dormire beatamente… l’Ovetto non fa una piega.

Ore 05,22
L’Ovetta chiama Mamma e Papà varie volte (sempre continuando a dormire) ma, constatato l’insuccesso, riprende a russare… l’Ovetto non fa una piega.

Ore 07,31
L’Ovetta bofonchia qualche cosa di totalmente incomprensibile girandosi e rigirandosi nel letto, poi torna a russare beata…l’Ovetto non fa una piega.

Ore 08,11
Un sussurro, lievissimo, quasi ad aver paura di far rumore “mamma… mamma…”: l’Ovetta è sveglia.

E noi?
Beh, tanto per cominciare abbiamo sentito TUTTO quanto descritto fin qui.
Alle 8,01 ci siamo scapicollati in cameretta dove l’Ovetta tronfia e soddisfatta
mamma, Eia pallato piano, Monno dolme” (Caro genitore, come avrai potuto notare ti ho chiamato sottovove onde evitare che mio Fratello si potesse svegliare: sono in gamba, vero?)
Infine pochi minuti dopo siamo andati a svegliare anche l’Ovetto che, silenzioso come suo solito, ci ha squadrato a dire: “Ehi! Sia chiaro! Io con tutto il casino che c’è stato stanotte non c’entro nulla!”

Da ieri notte i due Ovetti dormono “beatamente” nella loro cameretta; all’apparenza…“Tutto Bello!”





Risvegli

13 03 2011

 Ore 7.10 circa
“Mamma Ova, quiiiiiiiiiii! Mamma Ova, qui!!! Eia nanna pù!”. Le giornate in casa Ovetti cominciano sempre al suono di queste – e sempre queste – frasi.
Il meno assonnato dei due Ovo genitori si incarica di uscire dal letto, scende le scale e si reca nella cameretta della piccola.

“Buongiorno, Ovetta”
“Bongiolno”
“Come stai? Hai dormito bene?”
“Tanta nanna, sì”
“Hai fatto dei bei sogni?”
“Tanti sogni. Oggi … solo Mattia”
“Hai sognato il tuo amichetto Mattia, e che cosa facevate nel sogno?”
“Tanti giochi.”

Mamma Ova apre le imposte ed entra la luce nella cameretta, la piccola Ovetta si rannicchia con la faccia contro il materasso.

“Occhi chusi, Eia no piace luce”
“Dai allora, tieni chiusi gli occhietti che andiamo in bagno a fare la pipì e a vestirci”
“Mamma Ova, papà?”
“E’ ancora a nanna, fra poco si alza anche lui e viene a fare colazione con noi”
“Mamma Ova, Monno?”
“E’ ancora a nanna anche lui, lasciamolo dormire ancora un po’, facciamo piano che lo svegliamo”
“Dai Ovetta, andiamo in bagno?”
“Bobo? Sofi? Pinna?”
“Sì, va bene prendiamo anche loro, ma riusciamo ad andare in bagno?”

Finalmente l’Ovetta viene prelevata, con annessi amici, e portata al cospetto del bagno, spogliata del pigiama e liberata del patello notturno, nonché calata sul suo vasino rosso per la prima pipì giornaliera.
I tre scudieri assistono al rito con sguardo fedele.  Si indossano i vestiti e l’allegra brigata si sposta in cucina per la colazione. L’ovetta è oramai ”On the road”!  

Ore 8.45

“Coff …  coff  ….Ta ata da ta “

Mamma Ova, seguita da una sempre più pimpante e giocosa Ovetta, sale le scale e si reca nella “cameretta” provvisoria dell’Ovetto.

“Buongiorno, Ovetto”
“Bongiolno, Monno”. L’Ovetta è appesa al lettino del fratello e lo guarda con fare da sorella maggiore.
“Eeee”
“Come stai? Hai dormito bene?”
“Ta ata dada”
“Monno angulino?”
“Sì, anche oggi l’Ovetto ha dormito con la testina nell’angolino del letto, con il cuscinone arrotolato sulla pancia e la coperta tutta intorno”.
“Monno, no angulino. No angulino. Eh eh eh”
“Ta ta ya”. L’Ovetto guarda beato dal suo cantuccio la sorella e la madre al suo cospetto. Sorride sdentato (o quasi!!!)
“Va bè. Ora tiriamo su, questo piccoletto”
“Monno, di là! Giochi Eia”
“Ovetta, solo un minuto, poi vestiamo e diamo il lattino al Monno, ok?”

Mamma Ova issa il piccolo maciste in braccio, lo deposita sul lettone, dove viene circondato, stropicciato, abbracciato, rotolato, pasticciato, coccolato dalla sorella. L’Ovetto si lascia fare tutto ciò con uno spirito british tutto suo, composto e divertito, serio ma compiacente.

Ieri, a svegliare il piccolo Monno, c’era solo Mamma Ova. L’Ovetta era già uscita con papà Ovo per le faccende e le commissioni del sabato mattina.
L’Ovetto si è guardato intorno stupito dal suo angolino del letto, con il suo cuscinone attorcigliato e la coperta aggrovigliata. Ha visto Mamma Ova, le ha sorriso, poi con gli occhioni ben piantati in quelli della genitrice ha detto:

“Eia?”

… Per consolarsi della mancanza della sorella, si è fatto una ultra mega ciucciata di latte della tetta.








Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.