Un gioco durato (per fortuna) poco

11 10 2009

Sabato mattina.
La prima coppia entra in casa gentilissima e comincia a guardare di qua e di la.
L’Ovetta, con un bel punto interrogativo sulla testa, li scruta, li osserva, opta per la simpatia verso quel signore con la pancia e la barba sfatta e li segue mentre si incamminano verso la camera da letto.
I signori si addentrano anche in bagno e l’Ovetta, preventivamente, corre a proteggere il suo vasino; poi, mentre i due tornano verso il salotto, la piccola decide che è venuto il suo momento e scappa verso Marta (il cavallo a dondolo che poi è una zebra a dondolo) e galoppa velocissima col chiaro intento di farsi notare dalla coppia.
I due poi si eclissano con papà Ovo in cantina e poi in box, ma all’Ovetta questo non importa.

Martedì sera (parte prima)
La ragazza e la mamma entrano in casa un po’ scocciate dal ritardo (non imputabile all’Ovetto-family), la cucciola le scruta curiosa.
La ragazza osserva tutto, fa poche domande ma molto precise:
“Vi sono mai entrati i ladri?”
“No (tocco ferro e giusto perché mi stai guardando non tocco anche qualche cosa d’altro)”
“Vedo che avete l’allarme con la sirena… ma quella la schiumano in un attimo”
“La sirena è doppia, se schiumano quella esterna parte quella interna (ma lei deve valutare se comprarmi casa o deve preparare un colpo?)”
“Son tranquilli i vicini?” (chi: “Nonna Urlo?” oppure “i Simpson”?)
“Beh, gente normale, con bambini”.
L’Ovetta mi vede alle corde ed interviene: piazza un “Nghee” alla sciura che si scioglie immediatamente e mette fine alla conversazione, poi le accompagna sulla soglia quasi a dirle “Rompete meno e andate a vedere box e cantina”.

Martedi sera (parte seconda)
Il ragazzo entra in casa, si guarda attorno, passa 10 secondi in cucina, altri 10 in camera, butta un occhio in ripostiglio e sbircia il bagno.
L’Ovetta mi guarda dubbiosa.
Il ragazzo passa sul balcone e rientra: “Ho visto” sentenzia.
“Vuoi vedere il box?”
“Ma, no,tanto è un box”
“Vuoi vedere la cantina?”
“Ma no, tanto è una cantina”
L’Ovetta ci rimane male… ma il ragazzo prima le fa un sorriso, poi esce senza tanti fronzoli.

Giovedi pomeriggio
Driiiiin, driiiin,….
“Sig. Ovo?”
“Si, mi dica”
“Abbiamo ricevuto una proposta vincolante per la vendita di casa sua, se passa di qua vede l’offerta così ci pensa su un poco”.

Sabato mattina
Papà Ovo riporta il modulo “debitamente controfirmato” e fissa un appuntamento per “compromettersi” definitivamente.

Morale
Ci sono ragazzi a cui bastano 5 minuti per scegliere se comprare una casa.

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