Un momento di “sbandamento”

18 10 2009

L’Ovetta ultimamente ha compiuto veri e propri passi da gigante,… nel senso letterale del termine.

Dopo aver passato mesi seduta sul suo culone, nel breve volgere di un’estate ha inanellato una serie di impressionanti miglioramenti nel settore “mobilità”.
Dapprima ha cominciato a gattonare, poi ha deciso che poteva passare alla camminata assistita (2 manine please), quindi è passata alla camminata ad 1 mano, è proseguita con la camminata senza mani (sempre più difficile signore e signori!) fino ad arrivare alla completezza della camminata con trasporto di oggetti (quasi sempre Zio Bebo o uno dei giochino da esibire a mamma o papà).

In settimana però mamma Ova ha portato la piccola in un grande negozio con un sacco di lucette e di calzature.
Ha posto la cucciola dinnanzi ad una serie di scarpine piccole piccole con un prezzo grande grande e le ha fatto scegliere le preferite.
Il ditino è caduto su un paio di calzature rosso fiammante dotate di velcro centrale, gomma antiscivolo e un grosso numero 19 (abbiamo scoperto che l’Ovetta calza il 19… anche se nessuno sa ancora per quanto).
Alla piccola era però sfuggito il concetto che quelle scarpe, oltre che sceglierle, dovesse anche indossarle.

Abbiamo quindi avuto una serata un poco difficile con un’Ovetta che, per dirla semplice, “non teneva la strada”.
In curva mi aveva un evidente problema di sottosterzo, le inversioni a U erano impossibili, le frenate troppo brusche e finiva col battermi in testa (nel senso che frenava di colpo ed il capoccione continuava il suo moto inerziale), inoltre le scarpine sembravano pesare una tonnellata ed il passo era affrontato come se ogni volta dovesse alzare una gamba pesantissima.

L’Ovetta comunque deve averci pensato su tutta notte ed il mattino dopo ha riassettato il sistema motorio ed ora guai a toglierle le sue scarpine rosso fiammante!
Peccato solo che sul calar della sera, quando la stanchezza si fa sentire, per bilanciare il peso eccessivo delle scarpine sia costretta ad alzare le mani al cielo: ecco allora che per casa vedi una bimba di 14 mesi che vaga senza meta, mani in alto, perennemente in stato d’arresto.

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