L’Ovetto incontra la Pedi-Nazi

12 09 2010

(cronaca di una tragedia annunciata)

Prologo
Nei primi due mesi di vita l’Ovetto, detto Monno, si è fatto amare per la bontà d’animo; se si esclude la fascia oraria tra le 18,00 e le 22,30 il giudizio unanime sull’ultimogenito di casa Ovetti è universalmente il seguente: “questo bimbo è buonissimo”. Il che è vero(almeno per ora); mai, e dico proprio mai, il Monno è stato visto frignare, piangere o similare, almeno fino a martedi scorso…..

Martedi ore 16,30: Mamma Ova, l’Ovetta e l’Ovetto entrano nello studio della Pedi-Nazi (si veda qui),  la pediatra, il capo in forze supremo in caso di malattia / crescita per i piccoli, ritenuta “una grande” in sintomatologia, un po’ meno in relazioni umane, capace di far piangere bimbi, mamme e papà, mai contenta, sempre sul pezzo.

L’Ovetta, riconosce il posto ed accenna ad un dietrofront tattico.
Bloccata sulla porta enuncia le sue intenzioni: “Io no!”
“Tranquilla, siamo qui per il Monno”
Si entra nello studio: mamma davanti, Monno in braccio, la piccola dietro (“Io no, io no, io no….”)
Dopo un piccolo conciliabolo, e una rapida scorsa agli esami clinici, la Pedi passa all’azione.
“Ma in questi esami mancano quelli fondamentali, sono da rifare!”
“Me li hanno fatti fare in ospedale…” (L’Ovetto dorme)
“Non vanno bene, li rifaccia e torni con i nuovi; ora veniamo alla visita del piccolo”



“Non va  per niente bene”
“In che senso?” (L’Ovetto si guarda le manone)
“Guardi qui: la testa è storta” (L’Ovetto si guarda intorno)
La Pedi stira l’Ovetto lungo e disteso su una barra metrica e sentenzia: “è oltre il 99esimo percentile… troppo lungo”; il piccolo non apprezza lo stiramento improvviso e la guarda male.
La Pedi cappotta a pancia sotto l’Ovetto “Guardi qui: anche la schiena è storta” (L’Ovetto continua a guardarsi intorno, con un po’ di fatica visto che è stato cappottato)
La Pedi getta l’Ovetto sulla bilancia e sentenzia: “è oltre il 95esimo percentile… troppo grasso”; il piccolo non apprezza nemmeno di essere gettato sulla bilancia fredda e decide di reclamare a modo suo esclamando “nghè” sottovoce
La Pedi ri-cappotta a pancia sopra il piccolo “Guardi qui: ha una spalla lussata, o quasi!” (L’Ovetto si guarda la spalla e cerca di ciucciarsela)
La Pedi tasta i testicoli dell’Ovetto che sgrana gli occhi…
La Pedi sgrulla energicamente il cucciolo “Guardi qui: è ipotonico”; l’Ovetto pianta gli occhi addosso alla Pedi e sembra proprio volerle dire: “Sentimi bene: mi hai detto che sono ciccione, troppo alto, con valori del sangue pari a quelli di un tossicomane; hai detto che ho una spalla lussata, la schiena storta e sono sicuro che non ti piacciono nemmeno le mie palle; ora mi stai sgrullando a mò di shaker: penso tu stia esagerando!”

E decide di rispondere a tono: “UEEEEEEEEEEEEEEEEEE !!!!!!!!!!!!!”

A quel punto anche l’Ovetta, fino a quel momento zitta zitta in un angolino sbotta a difesa del fratello: “Pù, pù, pù”

E’ il caos.

La Pedi-Nazi si accorge di essere (forse) andata un po’ oltre e decide per una rapida conclusione della visita.

“Bene, è tutto, come le ho detto ci sono molte cose che non vanno”
“Hmmm, e quindi? Cosa devo fare?”
“Nulla, per ora; torni tra due settimane e ricontrolliamo il tutto”

Mezz’ora dopo essere entrata in quello studio, mamma Ova ne esce con l’Ovetta che recita il suo mantra “Pù, pù, pù, io no, io no,…” e l’ovetto in lacrime.

Nessun problema, tutto previsto, tra due settimane si replica.

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