Black Hawk down

26 09 2010

Luglio 2010

Versione “Marines”

Era una missione segretissima; nessuno sapeva che quell’elicottero si era alzato in volo.
Probabilmente era partito da pochi minuti, a bordo un solo pilota, si era alzato indisturbato e senza troppo clamore, aveva prima imboccato e poi attraversato il lungo canyon e appena uscito dalla gola aveva virato a destra quasi compiendo una U abbastanza stretta; in teoria, superato un piccolo pertugio sarebbe dovuto entrare in uno spazio abbastanza ampio ed agevole; per far cosa non ci è dato sapere ma tant’è che li, in quello spazio l’elicottero non è mai arrivato.
Un solo testimone ha assistito all’evento ma il trauma e lo shock non gli hanno permesso nemmeno a posteriori di spiegare per filo e per segno come un gioiello di tecnologia siffatto possa essere stato abbattuto e soprattutto da chi.
Certo, è stato grazie a questo testimone che l’allarme è stato lanciato e sempre grazie  a  lui i soccorsi sono stati portati sul luogo del disastro ed hanno potuto, con sangue freddo e lucidità, recuperare il pilota che è sopravvissuto e sta benone ed anche quasi tutto l’elicottero. Solo le pale dell’elica non sono state più recuperate in quanto inspiegabilmente finite in una faglia strettissima ed impenetrabile tanto che – per alcuni momenti – non ci si è neppure raccapezzati di come quelle pale siano potute cadere li dentro. E dove, ahimè, rimarranno anche in futuro visto che una commissione tecnica ha giudicato impossibile un loro recupero.

Versione “Ovetti”

“Mamma qui!”
“che c’è?”
“qui!”
“Ovetta, perchè indichi la porta della cucina?… ma dov’è finito l’elicotterino del lego che ti ho appena dato?”
“Eia qui” (ohibò, madre, lo tengo in mano, non vedi?)
“Ma manca l’omino!”
“… Eia la” (uh, quanto sei pignola, comunque l’omino è la sotto il tavolo)
“Ma mancano le pale!”
“Eia qui (sempre puntando il ditino verso la porta della cucina)”
“Ma insomma eravamo insieme in cameretta, sei uscita da un secondo come hai fatto a perdere già i pezzi? Dove sono finite le pale?”
“Eia qui!” (oh madre cocciuta, continuo a indicarti dove sono finite ma tu non mi ascolti!)
“Vuoi dirmi che sei riuscita ad infilarle nell’intercapedine della porta scorrevole? Ma non ci passa nemmeno uno spillo! Ma sei sicura? Ma come ci sei riuscita?”
“… …” (L’Ovetta sorride, compiaciuta di tale impresa)
Qualche ora dopo papà Ovo sentenzia che, in regime di trasloco infinito, con 64 scatole disseminate per casa e una moglie al nono mese di gravidanza, smontare una porta scorrevole per cercare di recuperare le pale gialle dell’elicottero rosso del lego non è tra le sue priorità, tali pale rimarranno quindi ivi sepolte.

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