Bon ‘Tale

26 12 2010

25 Dicembre ore 4,15
“Ngheee… ngheee…”
In un colpo solo l’Ovetto pretende una tetta extra e da inizio alle danze del Santo Natale anno del Signore 2010: si comincia; in che modo si giungerà al termine è difficile sapere, in mezzo mi sembra di ricordare…

25 Dicembre ore 7,50
l’Ovetta si sveglia, viene accompagnata in fretta e furia in cucina per una frugale colazione durante la quale papà Ovo sparisce senza alcuna ragione e trasferisce i 26 regali (+ “pinno” l’albero di Natale) da un posto supersegreto (davanti alla porta d’ingresso) in cameretta
25 Dicembre ore 8,20
“Ma hai visto cosa ha portato Babbo Natale?” esclama mamma Ova. Segue giro di perlustrazione dell’Ovetta per tutta la casa, avvistamento dei 26 pacchettini e seguente scartamento degli stessi in un’orgia di eccitazione sempre crescente.
25 Dicembre ore 9,05
Il Monno si sveglia; lui e la sua bronchite conclamata fanno l’ingresso nell’arena del Natale
25 Dicembre ore 10,32
Alternandosi in sincronia perfetta gli Ovo genitori  passano dalla preparazione del pranzo al sostegno psicologico della piccola colpita da S.P.E. (stress post eccitazione in pratica “pianto a dirotto”)
25 Dicembre ore 11,02
Squilla il citofono… saranno gli Ucas… invece no, è la vicina di casa, l’amica dell’Ovetta “Bibi” che porta il ventisettesimo pacchettino.
25 Dicembre ore 11,31
Ri-squilla il citofono: gli Unni-Ucas questa volta arrivano davvero.
25 Dicembre ore 14,46
Dopo tre ore abbondanti di pappa, urla, giochi, lattozzo ed alla fine del classico megapranzodiNatale, non si sa bene come, gli Ovo genitori riescono ad allettare entrambe gli Ovetti
25 Dicembre ore 16,04
Gli Ovetti si svegliano, ricominciano urla, giochi e cotillones vari.
25 Dicembre ore 17,22
Gli Unni-Ucas lasciano l’arena; comincia il periodo di decompressione da S.P.E.
25 Dicembre ore 17,58
L’intera famiglia Ovetti si ritrova in cucina con 35°C ed una umidità del 150%: la pedi Nazi aveva chiesto questo trattamento d’urto per cercare di ridurre quanto più possibile la bronchite del piccolo Ovo, noi non abbiamo trovato altro momento che questo per applicare la cura: praticamente ci lessiamo.
25 Dicembre ore 21,48
Dopo una cena frugale sempre a 35°C, sempre con il 150% di umidità e sempre con gli Ovetti in S.P.E., gli Ovo genitori riescono ad allettare i minorenni e si ritrovano, stremati a fare pacchettini di Natale per gli Ucas fino a mezzanotte (si, perché i 27 regali di cui sopra erano SOLO quelli degli Ovetti)
25 Dicembre ore 23,55
Stremati, un po’ lessati e con tutta la seconda parte davanti mamma e papà Ovo spengono la luce sul 25 dicembre.
26 Dicembre ore 4,16
“Ngheee… ngheee…”… con un vago senso di dejavu mamma Ova affronta il Monno tossente.

26 Dicembre ore 8,10
con un perfetto sincronismo i piccoli di casa Ovetti si svegliano al’unisono mettendo da subito in difficoltà i genitori.
26 Dicembre ore 9,15
mentre papà Ovo carica la macchina come per un viaggio di svariati giorni nel deserto, mamma Ova si becca il filotto di aereosol-antibiotico al Monno.
26 Dicembre ore 10,09
Spacchettamento di ulteriori 8 regali a casa degli Ucas 1  e successivo veloce trasferimento a casa degli Ucas 2
26 Dicembre ore 11,01
Spacchettamento di ulteriori 5 + 1 megagalattico regali a casa dei suddetti Ucas 2: il conto totale quindi ammonta a quarantun regali per i 2 Ovetti. Il Monno, per festeggiare, decidere di riempirsi di cacca fino al collo  e questo manda in tilt il dettagliatissimo timing.
26 Dicembre ore 12,00
Papà Ovo rientra a casa per raccattare un cambio completo dato che nulla (ne body, ne calze, ne pantaloni, ne maglietta) si è salvato dalla furia del sederino dell’ultimogenito di casa Ovetti che avrà si la bronchite ma a culetto va benissimo.
26 Dicembre ore 12.42
La parte femminile dell’Ovetto family fa ingresso trionfale a casa del parentado riunito, la parte maschile invece rimane parcheggiata sotto casa (il Monno, debitamente cambiato negli abiti, decide che può piazzare una bella pennichella)
26 Dicembre ore 13,04
Papà Ovo decide che non può passare tutto il pomeriggio in macchina e decide di trasportare il piccolo russante che beatamente se ne sbatte e continuerà a dormire fino alle 15,03.
26 Dicembre ore 17,34
Dopo altre 4 lunghe ore di pranzo infinito con una ridda di decibel forse un po’ più tunui del solito la famiglia Ovetti guadagna l’uscita: non si sa come ma riusciamo ad avere più pacchi di quanti erano all’andata.
26 Dicembre ore 19,05
L’intera famiglia Ovetti si ri-ritrova in cucina con 35°C ed una umidità del 150%: la pedi Nazi non potrà lamentarsi… noi si. Per di più le flebili barriere anti S.P.E. sono crollate totalmente ed ormai l’Ovetta piange senza nemmeno chiedersi il perché. Ammo e tortellini ogni tanto la consolano.
26 Dicembre ore 21,44
Sarebbe quasi finita ma mentre il Monno dopo una piccola cacca (tanto per gradire) decide che può addormentarsi (fino alle 4,15???), l’Ovetta proprio non ce la fa e colpita da S.P.E. fulminante ormai alterna momenti di pianto anche a letto.
26 Dicembre ore 23,08… ora… dovrebbe esser finita. Anche quest’anno il miracolo del Natale è riuscito. Non si sa come ma siamo sopravvissuti. Certo ci porteremo dietro gli strascichi per un po’, qualche incubo, magari. Addirittura potremmo pensare di aver visto, non mi ricordo quando, la mpiccola Ovetta sistemare i tre orsacchiotti per far stappare loro bottiglie di vino… ma non può essere vero,… sarà la stanchezza…

“Bon  ‘Tale tuti, tuti” (Buon Natale a tutti, ma proprio a tutti)

Sofi, Pinna e zio Bobo (da sx a dx) festeggiano il Natale

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