Noi vulevan savuar…

23 01 2011

Un sabato mattina, nell’ufficio comunale dell’Ovetto House, servizio informazione scolastico.

“Salve, sono papà Ovo, dovrei iscrivere mia figlia, l’Ovetta, all’asilo per il prossimo anno.”
“Intende alla scuola dell’infanzia?”
“..Si… insomma avrà 3 anni e quindi la vorrei mandare all’asilo, ops!, alla scuola dell’infanzia.”
“Statale o comunale?”
“Che differenza fa?”
“Una è dello stato, l’altra del comune.”
“(Ma dai!) Beh, mi potrebbe dire come devono avvenire le iscrizioni in entrambe i casi?”
“Ci sono due statali, a quale è interessato?”
“Posso scegliere?”
“No, ci sono criteri di selezione e, nel caso, si sorteggia.”
“(AAAAARRRRRRGGGGGHHHHHH!!!!!!) Potrebbe indicarmi allora TUTTI i modi con cui si potrebbe iscrivere la piccola?”
“Prima di tutto stia calmo e comunque: per la scuola dell’infanzia comunale A dal giorno 24.01.2011 al giorno 31.01.2011, dalle ore 8.30 alle ore 12.30, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 12.00 e il mercoledì pomeriggio dalle ore 16.30 alle ore 18.30 all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune – piano terra presentando, debitamente compilati, i moduli per la scuola dell’infanzia comunale; per le scuole dell’infanzia statali B e C presentando, debitamente compilati, i moduli per le scuole statali dell’infanzia alla Direzione dell’Istituto Comprensivo, dal 24 gennaio 2011 al 12 febbraio 2011 nei seguenti orari: dalle ore 11.00 alle ore 13.00 lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì; dalle ore 8.00 alle ore 10.00 il martedì; dalle ore 9.30 alle ore 12.00 il sabato; tutti i pomeriggi (escluso il sabato) dalle ore 14,30 alle ore 15,30”
“…”
“Tutto chiaro?”
“Beh,… direi complesso; non è che si poteva fare un ufficio unico vero?”
“Ovviamente no”
“Ovviamente?”
“Certo, una è comunale, le altre sono statali”
“Già, dimenticavo!”
“E dove posso trovare i moduli che dovrei debitamente compilare e quindi consegnare in tutti quegli orari che mi sono già dimenticato?”
“Quelli per la scuola comunale glieli posso dare io”
“… non mi dica, mi lasci indovinare, quelli per le scuole statali invece lei non può darmeli.”
“Eh, già!”
“…essendo lei del comune”
“Eh, già!”
“… e secondo lei dove li posso ottenere? Non mi dica che devo rivolgermi direttamente al ministro Gelmini”
“Giovanotto non faccia lo spiritoso! Li può trovare sul sito del Comune”
“Scusi?”
“Ha capito bene”
“Cioè, sul sito del comune posso trovare i moduli per la scuola statale ma lei, che lavora per questo stesso comune, non può darmeli: giusto?”
“Ha altre domande? Se no avrei da fare.”

Cinque minuti dopo, frastornato, papà Ovo rientra in casa; l’Ovetta mi viene in contro e sentenzia: “Oggi qua qua fzzzzfzzzz e poi ehh…ehhh… pum e malata banga e poi pu”

A volte temo di avere dei lievi problemi a comprendere chi mi sta intorno.

PS: il dialogo con l’addetta del comune è stato lievemente romanzato (non nel contenuto), quello con la figlia no, ma in questo caso il significato è evidente: “Caro genitore, lasciami raccontare quello che mi è accaduto in codesta giornata, vedi oggi sono stata all’asilo a fare i disegni con le matite, e poi… ah! Si, sono cascata per terra e mi sono fatta male una gamba e poi basta”.

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