Doccia… fredda

29 05 2011

Dato il contenuto altamente scabroso del seguente post, se ne consiglia la lettura solamente ad un pubblico adulto.

Come ogni bimba duenne, l’acqua è un elemento eccezionale.
Anzi, a dire il vero, è l’elemento per eccellenza e se d’estate i giochi con l’acqua danno sfogo a questo bisogno innato a scapito di un terrazzo scambiato per piscina/doccia/sala da bagno, l’inverno il rapporto si fa più difficile.
Dato poi che casa Ovetti non è posta né ai tropici né tantomeno in riva ad una spiaggia assolata e solitaria, bensì nel bel mezzo della pianura padana, giocare con l’acqua d’inverno è una vera e propria impresa e quindi qualsiasi possibilità non deve essere sprecata.

Casa Ovetti, pochi mesi fa.
“Ovetta, facciamo la doccia?”
“Si!!!”
“Dai, andiamo in bagno a spogliarci”
“e Monno?”
“Beh, non esageriamo,… non ci stiamo in tre sotto la doccia, e poi Monno è piccolo, facciamola solo io e te.”
“Ah! Ba be (va beh!… non concordo ma pazienza)”
L’Ovetta si spoglia, papà Ovo si spoglia, senza nessun problema si entra sotto la doccia e ci si divide ben bene i ruoli.
Il sottoscritto comincia a lavare la cucciola con il bagnoschiuma mentre la duenne si dedica a riempire un bicchierino lasciato li appositamente per poi rovesciarselo addosso.
Poi passo al lavaggio capoccia con lo shampoo mentre lei, occhi chiusi, cerca di ri-riempire lo stesso bicchierino.
A questo punto, assolti i doveri paterni, penso di potermi dedicare a me stesso e comincio con il bagnoschiuma; l’Ovetta intanto un po’ si spazientisce, dato che il piattodoccia di casa Ovetti è abbastanza grande, riempire il bicchierino richiede sempre un po’ di tempo, troppo per la pazienza della piccola.

Fino a questo punto non ci sarebbe nulla da dire, padre e figlia si lavano, l’attività più naturale del mondo, nessun problema nemmeno con le prime differenze maschietto/femminuccia, nossignore, “Eia no chetto, Eia pipina” (Vetusto genitore, casomai tu non ti fossi accorto, terrei a precisare che la qui presente non ha quel coso li, bensì la più nobile e meno invadente pipina”; comunque nessun problema… fino a questo punto.

Ma ecco allora che, proprio mentre papà Ovo si sta sciacquando i capelli, proprio in quel preciso momento quando hai gli occhi chiusi ed un bello strato di shampoo sulla testa… lei proprio si spazientisce e non ne può più di aspettare che il bicchierino si riempia piano piano e decide di trovare una soluzione!

Dato che l’acqua scende dall’alto verso il basso, l’Ovetta aguzza l’ingegno. Ci deve essere un modo per travasare l’acqua in modo più veloce ed efficiente. La piccola si guarda intorno, nella doccia, ahimè, non si trovano strumenti alcuni che possano essere usati per gli esperimenti di idraulica. Hmmm…

Idea! Perché non usare “il coso lì” per direzionare l’acqua nel bicchiere? Si trova all’altezza giusta e posso sfruttare le goccioline che scendono veloci sul coso di papà, no?

Secondo voi, l’Ovetta, proprio nel momento in cui papà Ovo aveva lo shampoo negli occhi, cosa decide di girare a destra e a manca per poter riempire il bicchierino più in fretta?

..imbarazzante.

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