La festa dell’anello giallo #2

26 06 2011

(segue)

Venerdi sera
Alla fine della celebrazione con estremo stupore l’Ovetta si accorge che gli sposi si sono si scambiati un anello, ma questo non è giallo, bensì bianco: “E ba be, paszsiensa” (Eh, va beh, non tutto può esser perfetto, son cose che succedono).
Le prime due ore della cena nuziale saranno poi ricordate dagli Ovogenitori in quanto una sedicente “Intrattenitrice per bimbi” si accaparra gli Ovetti e lascia liberi ed increduli mamma Ova e papà Ovo; i due, inebriati dalla libertà e non più avvezzi a questo lusso si dedicano a chiacchere, assaggiano antipasti (va bè, solo papà Ovo, si sa!) e si godono la compagnia presente.
Il sogno s’infrange quando ci si accorge che, sebbene la sedicente “Intrattenitrice per bambini” abbia un bimbo per mano, spinga due passeggini con le ginocchia e canti dolci canzoncine a squarciagola, malgrado tutto ciò, tutti i bimbi stanno piangendo ed ululando… tutti tranne il Monno che, ovviamente, si sta ciucciando una sedia.

Sabato
Dopo i grandi bagordi ci si merita un giorno di estremo riposo.
L’Ovetta superato il giorno prima l’impatto dell’ambientazione, decide che vivere in un bellissimo casolare in toscana, circondata da campi e fiori di ogni tipo, passeggiare in piscina o giocare con la ghiaia libera e senza paura di incontrare macchine, motorini ed affini, far colazione con 7 tipi di torta diverse e svariate marmellate fatte in casa… beh, si una vita così in fondo le piace, ed allora gioca.. gioca… gioca…
L’Ovetto dal canto suo, dopo aver fatto un’abbondante colazione, dopo aver fatto un’abbondante pranzo e prima di fare un’abbondante cena, decide di dare un’occhiata migliore ai dintorni: si alza, cerca le manine di mamma e papà, afferma con decisione “ADDDADAATATDATA” (???) e…comincia a camminare, per la prima volta, e senza più smettere.

Domenica mattina
Ri–caricato il tir, pardon volevo dire la macchina, salutati gli sposi ed i nuovi amici, partiamo con davanti i nostri 450 km di rientro.
Cinque minuti dopo arriva il classico “Scappa pipì”… (porc… potevamo pensarci eh?!); cinque minuti dopo si sentono arrivare dei rumori indistinti… “Ovetta tutto bene?”… ancora rumori indistinti… “Ovetta c’è qualche problema?”… i rumori diventano distinti, anzi distintissimi e la piccola comincia a vomitare.
Abbiamo la sensazione che il viaggio sarà lungo.

Domenica sera
Dopo aver viaggiato per tutti i 450 km, dopo aver scaricato la macchina, dopo aver sterilizzato gli Ovetti dentro un bagnetto a base di napalm, dopo aver detto si-si-si-si-si-si-si-si ai referendum, dopo aver informato i nonni che “tutto bello tutto bello, Eia gomitato do volte e fatto BLEAH!!!” (Nonni è stato tutto bellissimo, un weekend eccezionale, un’esperienza indimenticabile, pensate che ho anche vomitato 2 volte facendo BLEAH!!!), ecco che si cominciano le procedure ed un sano biberon tranquillizza gli Ovetti prima della nanna.

“Adesso fetta Nicola e Simona?” (Papà, ti va se andiamo un salto alla festa ancora?)
“Ovetta, la festa è finita, non possiamo.”

“Allola, dopo fetta Nicola e Simona?” (Allora se non andiamo adesso, ci andiamo più tardi alla festa?)
“Ovetta, te l’ho già detto, la festa è finita, e poi è sera, adesso dobbiamo fare la nanna

“Ba be, allola facciamo domani fetta Nicola e Simona, va bene?” (Va beh, vedo che non sei collaborativo, allora facciamo che ci andiamo domani e non se ne parli più!)

“Aiuto!”

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