Pedibus

1 04 2012

Dallo scorso giovedi, e per tutti i prossimi giovedi, l’Ovetta andrà a scuola con il Pedibus.
Dicesi Pedibus una più o meno lunga comitiva di bimbi che, mano nella mano e ben riconoscibili, attraversano parte delle vie del paese accompagnati da uno o più “responsabili preposti” sino a giungere alla scuola materna.
Essendo però il Pedibus un evento che va a modificare la tranquilla routine della piccola, e conoscendo bene la piccola, la “prima volta” va gestita con calma e tranquillità…. Giusto per metterla a suo agio.
L’appuntamento è per le 8,30 all’angolo della casa col tetto storto nel paese degli Ovetti.

Giovedi scorso.
Pronti, via: ci accorgiamo di esserci svegliati tardi.
Segue colazione ultrarapida (no Monno, tu puoi bere il tuo lattozzo con la solita calma che ti contraddistingue) e calzatura delle scarpine “al volo” (no Ovetto, tu esci tra poco, puoi evitare di toglierti le calze, davvero): il tutto per essere alle 8,30… in box.
L’Ovetta non apprezza questa eccitazione

“Ovetta, svelta che è tardi, sali sulla macchina”
“Eppelo se alliviamo taldi cosa succede?”
“Non lo so, è la prima volta, speriamo che ci aspettino”
“Eppelo magali lo andiamo a celcale?”
“Andiamo a cercare chi?”
“Il pedibus!”
“Si, effettivamente se non arriviamo in tempo possiamo sempre andare in giro per il paese a cercarlo… ma preferirei evitare”
L’Ovetta non apprezza questa eccitazione.

Ore 8,35
Vedo la casa col tetto storto, vedo qualche cosa che assomiglia ad un parcheggio, ci fiondo la macchina.
Scendo, lascio computer, telefonino e ipod in bella vista, raccatto la bimba dal sedile di dietro e m’incammino di buon passo verso l’incrocio.
La, in fondo, un nugolo di Ovetti si sbraccia verso di noi.
L’Ovetta quasi si impaurisce e mi stringe la manina.

Finalmente ci siamo, l’Ovetta Alice ci da una pettorina arancione ed un tesserino di riconoscimento.
Prendo la pettorina e ci infilo l’Ovetta, prendo il tesserino e vengo a sapere che siamo iscritti al pedibus arancio, blu e rosa: pare che nel paese degli Ovetti ci siano più linee di pedibus di quante siano le linee della metropolitana di Parigi, e sembra pure che la nostra stazione sia uno snodo principale di tutto il sistema Pedibusistico, una Loreto in miniatura insomma.
Poi tutti quanti ci si incammina.
L’Ovetta non ha gradito la concitazione e non stacca più la sua mano dalla mia.

Ore 8,45
Ora che ho un po’ di tranquillità realizzo che:
1)        all’ovetta cade sempre la pettorina che io rimetto su alla buona
2)        davanti al gruppone sta il pensionato “Responsabile” del Pedibus che, è realmente responsabile … dei primi 3 ovetti che gli stanno li vicino; tutti gli altri 17 nemmeno li guarda
3)        all’Ovetta cade ancora la pettorina… che io rimetto su alla buona
4)        L’Ovetto Mattia, nelle retrovie, ha in corso una diatriba lessicale con sua madre “Io il Pedibus non lo voio” “Ma dai che ti diverti, guarda, c’è l’Ovetta Filippa, vai da lei” “No! Io il Pedibus non lo voio” “Ma dai che ti diverti, guarda, c’è l’Ovetto Marco, vai da lui” “No! Io il Pedibus non lo voio” ecc…ecc…
5)        alla nostra linea di Pedibus si sono iscritti 20 bimbi, ma qui ci sono anche 25 adulti: si temono infiltrazioni di Ucas”
6)        alla fine realizzo che la pettorina dell’Ovetta cadeva sempre perché il sottoscritto gli aveva infilato la testa la dove doveva essere infilato il braccino e viceversa; dopo un breve pit-stop la situazione è migliorata… ma l’Ovetta non ha gradito.

Ore 9 in punto.
Con grande eccitazione il primo Pedibus arriva davanti all’ingresso della scuola materna praticamente in contemporanea conn l’arrivo delle linee gialla, verde, rossa, indaco, bianco e chi ne ha più ne metta.
Segue un gran bailame di bimbi, distribuzione di cappellini colorati e caramelle a go go.
L’Ovetta, sempre più in stato confusionale afferra un cappello più grande di lei, si ficca in bocca la caramella e più frastornata che mai mi chiede: “Ma adesso posso fale la scuola nolmale?”
“Si tesoro, adesso puoi fare la scuola normale”

…Effettivamente potevano gestirlo meglio…

PS: tanto per tranquillizzare tutti.
Il giovedi successivo l’Ovetta ha annunciato a suo fratello che sarebbe andata a scuola con il Pedibus, ha infilato il cappellino, ha indossato la pettorina (dal verso giusto) e il tesserino, ha dato la manina all’Ovetto Mattia e si è accodata al “Responsabile”, fregandosene altamente della presenza di sua madre poche file più indietro.

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